L'ascesa del Movimento 5 Stelle 2013–2018
Le origini
Il Movimento 5 Stelle nacque ufficialmente nel 2009, ma le sue radici stanno negli anni precedenti: il blog di Beppe Grillo, i meetup locali e i «V-Day» del 2007, manifestazioni di piazza contro la classe politica. Il comico genovese e l'imprenditore del web Gianroberto Casaleggio costruirono un soggetto politico inedito, organizzato attorno a internet e a un linguaggio fortemente anti-establishment.
Alle amministrative del 2011 e del 2012 il Movimento ottenne i primi sindaci e una visibilità crescente. Ma nessuno, alla vigilia delle politiche del 2013, immaginava la dimensione di ciò che stava per accadere.
L'irruzione del 2013
Alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 il Movimento 5 Stelle ottenne il 25,6% dei voti alla Camera: il partito più votato in assoluto fra le singole liste. Superò di un soffio il Partito Democratico (25,4%) e lasciò molto indietro Il Popolo della Libertà (21,6%) e Scelta Civica di Mario Monti (8,3%).
Fu un terremoto. Un movimento alla prima prova nazionale diventava il primo partito italiano, intercettando il malcontento per la crisi economica e per i governi tecnici. Il bipolarismo costruito in vent'anni si trasformava di colpo in un sistema a tre poli, ingovernabile con le vecchie logiche di coalizione.
Dal blocco al governo e l'exploit del 2018
Nel 2013 il Movimento rifiutò ogni alleanza e restò all'opposizione: lo stallo portò alla rielezione del Presidente Napolitano e a una stagione di larghe intese. Ma la scelta di non «contaminarsi» consolidò il consenso anti-sistema.
Alle politiche del 4 marzo 2018 il Movimento 5 Stelle divenne il primo partito con circa il 33% dei voti alla Camera, quasi raddoppiando i consensi rispetto al 2013. Il risultato fu trainato soprattutto dal Mezzogiorno. Pochi mesi dopo il Movimento entrò per la prima volta al governo, dando vita all'esecutivo «gialloverde» con la Lega di Matteo Salvini.
Nota dati: i risultati di dettaglio delle elezioni 2018 non sono ancora caricati nel database di ElectionLab; le cifre citate per il 2018 sono il dato ufficiale del Ministero dell'Interno.
L'eredità
L'ascesa del Movimento 5 Stelle ha cambiato in modo permanente la geografia politica italiana. Ha sancito la fine del bipolarismo e l'apertura di una fase tripolare; ha portato al governo una forza nata fuori dai partiti tradizionali; e ha spostato il baricentro elettorale del Sud, che nel 2018 divenne il cuore del consenso pentastellato.
Negli anni successivi il Movimento si è trasformato di nuovo, perdendo voti e ridefinendo la propria collocazione. Ma il sistema politico uscito dal 2013-2018 — frammentato, mobile, senza un asse stabile — è ancora quello in cui si vota oggi.